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Sabato sera sono stata a Cuba, a pochi passi da casa, in una culla della Valpolicella, località San Giorgio. Si sa che prima o poi l’allergia al bollore urbano fa scattare la voglia di alzare il naso in su e prendere deliberatamente una direzione verso il fresco. E si sa pure, o meglio, chi d’aria fresca s’intende, che il Red Zone Art Bar può risultare la bolla d’ossigeno che tanto si desidera quando il sudore fa gocciolare pure il pensiero. Con l’incertezza del mezzo, un vecchio Liberty anni ’90, saliamo la collina ben contenti di vedere la città solo dall’alto. Ecco le indicazioni di San Giorgio. Pare di entrare in un posto di una bellezza immobile, l’aria è frizzante e pulita, la luce riflette le pietre color cotone delle case. Tutto il paesino è in festa, e il Red Zone Art Bar è il cuore di una piccola piazzetta gemellata per l’occasione con l’isola più famosa del pianeta. – Anda, què guay! – C’è proprio tutto di Cuba, mojitos, penne alla cubana, band cubana e piedi, tanti piedi di ogni età, che si muovono avanti e indietro. La cosa davvero pazzesca, è che i cubani quando ballano sorridono, ininterrottamente, senza alcun tipo di pausa, non smettono nemmeno quando hanno il sigaro in bocca. Una miscela d’umanità assurda che spruzza allegria! Ci buttiamo nella pista e i nostri piedi nudi si mescolano ad altri all’allegria caraibica, in una piazzetta di montagna con le luci della città – visibile a colpo d’occhio – giù a valle. Pensare d’essere stati a Cuba a 18 km da casa … mica male per un sabato sera local, eh?

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Foto Gabriele Salzani (www.gabrycreation.com)
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