Scem (on) you, Verona!

Punkreas + Guilty Ignorance al Sin City (Negrar)

Sabato 5 aprile 2014

 

200 persone sono tante, per i Guilty Ignorance. Pochine per i Punkreas.

Ma c’è la crisi! Sì, ok, vabbé. Ma i soldi per coprire aperitivi lunghi(ssimi) i butei li hanno sempre.

 

Peccato che non siate venuti, leghisti di Verona. Avreste potuto godere del concerto di una band che, recentemente, ha scritto un’ottima canzone dedicata a voi: Polenta e Kebab. A dir la verità non pensate, voi comunisti, alternativi da kebab a qualsiasi ora sempre e comunque, di essere esclusi. Solo i 5000 (secondo un mio amico che nuotava di lì) che si si sono riuniti in piazza dei Signori domenica per dire “O escono subito di prigione o li tiriamo fuori noi” sono scusati. Anche dal questore di Verona Gian Paolo Trevisi che, a causa della tensione, si era fatto bombardare di domande da Zincone sull’ultimo Sette del Corriere.

 

A marzo la pianti e aspetti che spunti

 

Prima bacchettata: i Punkreas hanno cominciato a mezzanotte. Manco fossero Cenerentole.

Questo ritardo ha avuto una conseguenza catastrofica: un mio amico non è potuto andare a ballare latino americano. E, cosa ben più tragica, mi sono ritrovato a dover sfruttare, per noia, anche lo shot omaggio compreso nel prezzo d’ingresso trangugiando un rum che aveva l’odore di Crystal Ball e che mi ha fatto passare la soleggiata domenica in bagno. Il mio amico ballerino si è consolato facendo commenti sulla barista. Il più pudico dei quali è stato: “Che zinne!”.

 

D’altronde i Punkreas sono una band che sa vendere cara la Pelle (15 euro l’ingresso).

E probabilmente il gestore del Sin City anche. C’è da dire che il luogo è davvero bellino. Specie se a riempirlo, quantomeno di note, sono band come i veronesi Guilty Ignorance, che hanno suonato con decisione il loro convincente punk-metal. Con loro lo special-guest-bassista Cristiano Tommasini, tanto cazzaro quanto bravo. Con le sue trovate sul palco, tra un dito medio ravvicinato e un’invasione sulle chitarre dei compari, li ha aiutati a non farsi influenzare dalla freddezza iniziale del pubblico. I Guilty Ignorance sono anzi riusciti a smuoverlo in un buon pogo nel finale del loro show. Ben calibrato, come la loro preparazione tecnica.

 

Guilty Ignorance sempre in viaggio. Con Invicta, of course. ©Pino Silvestri

 

Pogo continuato con maggior concitazione durante il live notturno del quintetto di San Lorenzo di Parabiago. Sì, insomma, i Punkreas. Circa 150mila copie vendute in carriera. Sabato hanno presentato un nuovo disco…di cover. Già: Radio Punkreas. Durante il live ne hanno suonate varie, ma senza gli ospiti che sono presenti nel cd. Il tutto è partito con la sulfurea versione di Io Sto Bene, Io Sto Male dei Cccp. Poi Ti Rullo di Kartoni (Skiantos), Cani Sciolti (Sangue Misto) ed altre. Carini. Ma niente a che vedere con i loro veri successi.

 

I Punkreas, osservati speciali. Anche alle spalle. ©Pino Silvestri

 

Che suonano. Da Voglio Armarmi e Zingari (da Pelle), da Ho Bevuto la Droga a Cuore Nero (da Futuro Imperfetto), da Alterazione Cerebrale a Falsi Preoccupati (in Paranoia e Potere). E’ qui che i punk e qualche veronese che suona – in band quali Nold o Milk n Shit – si dimenano di più. Io invece mi dimeno tantissimo quando suonano La Prima Fila è Mia, nonostante fossi laterale e lontano dalla pista delimitata da da due colonne attorcigliate da catene (!). Ma si sa, Verona non è famosa per la coerenza. Tanto che prima di entrare ho carpito cori pro-Hellas da parte di un nugolo di punkabbestiaconcappellievisieredrittissime e canne in mano. Cose del tipo: “Staaaa arivaandooooo i gialooooobluuuu”. Vabbè.

United Colors of Punkreas: fascisti e comunisti assieme. ©Pino Silvestri

 

Per fortuna che dentro c’era gente giusta. In particolare un signore con una pancia infinita. Era talmente sudato che mentre pogava annegava i dispiaceri altrui. E per poco non ha annegato anche me e i miei amici, facendo fuoriuscire ¾ della sua birra dal bicchiere di plastica, ondeggiando senza meta precisa. Io e miei amici l’abbiamo visto più volte agonizzante su un divanetto. Si guardava intorno, ma ad occhi chiusi, boccheggiano e piegandosi su se stesso. Stavamo per chiamare l’ambulanza quando i Punkreas hanno attacco Sosta.

 

E ci siamo dimenticati di tutto. Anche di fotografarlo. Peccato.

Salmon Responsorial(e)

 

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