Wu Ming.

Ne abbiamo sempre sentito parlare. Eredi di Luther Blisset, sono ora prevalentemente ma non solo, un collettivo anonimo di scrittori.
Nei loro lavori non mettono mai il nome. E tantomeno compaiono in tv o su riviste. Per vederli, conoscerli, devi incontrarli di persona.
E’ quello che abbiamo fatto la settimana scorsa alla leggendaria Osteria Ai Preti. Completamente piena per l’occasione; alla facciazza di chi dice che con la cultura non ci si mangia
Wu_Ming_preti
Onestamente?!
Per quanto riguarda le presentazioni dei libri, siamo un po’ prevenuti. Ci aspettavamo il solito pacco dove un letterato ultra 60enne ci avrebbe smazzato le sue pippe mentali e autoreferenziali. Con tanto di classico momento delle domande del pubblico che non arrivano mai.
Beh, da bravi ignoranti, siamo stati totalmente smentiti.
Abbiamo conosciuto uno dei 4/5 Wu Ming: Giovanni.
Personaggio incredibile!
Meraviglioso scoprire, all’epoca del multimediale, del digitale, dei social e dei smart, il potere onirico della parola, dato ad una persona che sa farne un uso sapiente. In un attimo è stato in grado di portarci ed immergerci all’interno delle atmosfere de “L’Armata dei Sonnambuli”: il loro ultimo libro. Grazie anche alla temperatura ingestibile e l’olezzo di sudore dei Preti, abbiamo effettivamente respirato l’aria della Parigi in piena epoca rivoluzionaria.
Altrettanto interessante venire a conoscere l’impressionante lavoro di ricerca dietro alla stesura di un romanzo storico di 800 pagine. A voi sembrerà banale, ma mai ci saremmo aspettati tanta meticolosità, professionalità, passione … E cosa dire poi di tutta la fatica legata al coordinare il lavoro di 4 scrittori che contribuiscono allo stesso progetto, la fase di verifica e controllo dei testi?!
Beh, se eravamo prevenuti all’inizio siamo stati totalmente smentiti alla fine.
Morale? Andate a leggere, andate a conoscere gli scrittori e spegnete i monitor. E già che ci siete andate a leggervi tutta la storia di WuMing e Luther Blisset: pazzesco, in particolare lo sketch di “chi l’ha visto”.
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