E’ già passato 1 mese. Facciamo outing. Siamo stati al Sonàr a Barcellona, Spagna.

Ed è stato il più bel festival a cui siamo andati. Abbiamo da imparare, solo da imparare. E non provate a dire che è solo una questione di soldi; è questione di professionalità, di visioni, di saper e voler fare, di applicazione, di umiltà. Tanta tanta roba il Sonàr

Organizzazione perfetta, pazzescamente perfetta. Roba che Angela Merkel è una freakketona al confronto. Direzione artistica per la quale non vale neanche la pena discutere. Qualità del suono che ancora ci fa rabbrividire le pinne. Gente da tutto il mondo, la più strana e la più normale, indistintamente insieme senza batter ciglio e senza imbruttire ed imbruttirsi. Infrastrutture e allestimenti curati al dettaglio facendo risultare bellli anche i padiglioni fieristici più freddi di questo mondo.

 

Che dire!? Un altro pianeta! Ma è solo guardando in alto che si migliora. Per cui, cari salmoni, ok i pochi schei ma la cura nel dettaglio e l’attenzione alla qualità sono gratis e sono un’attitudine che si deve applicare anche nell’organizzare il 14esimo. Non giustifichiamoci né piangiamoci addosso.

E leggetevi quest’intervista! Realizzata da Matteo Donolato, quasi veronese acquisito ma padovano di nascita che ha avuto le pinne per andare a intervistare la capo comunicazione del Sonar. Italiana.

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