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Native, resident del leggendario Roots, che viene chiamato a chiudere il Path Festival. 

Due ambienti che apparentemente sono lontanissimi. Da una parte una villa rurale di 100 anni che trasuda calore; dall’altra un contesto storico ma molto urbano, come Porta Vescovo. Da una parte i tuoi sugosissimi set, solo su vinile, pieni di groove e bassi, durante i quali è impossibile non sudare come bastardi, e dall’altra un contesto musicale così scarno e arido come quello della musica sperimentale, tipica di Path, festival di musica, arte e cultura digitale .Come pensi di gestirtela?


Come una possibilità emotiva e istintiva di poter esprimermi con la mia musica….e vivere un momento lungo 2 ore in un quartiere di Verona, dove sono cresciuto.

Come un veronese.


E il fatto che a Path non necessariamente la gente debba ballare?

 

Ritengo che il ballo,come la parola,il gesto,e mille altre forme di espressione,siano esternare quello che hai dentro..

Ognuno è libero di esprimere ciò che ha,e ciò che è come desidera.

Per mè Ballare è bello,ma lo è anche essere IMMOBILI.

 

A proposito, la tua visione del dj è molto alta: un artista vero e proprio. Cosa rispondi a quelli che vedono il dj come un “mettisudischi”?

 

Che mi dispiace tanto.

E magari che comincino a comperarsi qualche disco in piu.

 

 Hai girato e giri il mondo. A Verona, casa tua, come la vedi la scena, se tale si può definire, degli ultimi anni? E cosa c’è nel futuro?

 

Ultimamente sono molto felice di vedere ciò che sta accadendo

Da anni ,persone,fanno cose qui a verona.

Conosciute o meno,ma si fanno.

Forse ,in questi tempi si fanno, e si fanno sentire.

 

Per chiudere in bellezza, mandaci un link ad una pezzata che ci dia un’idea di quale sarà l’atmosfera di Domenica sera.

 

 

Per viaggiare con Native l’appuntamento è domenica 6 ore 20:00 @ Porta Vescovo

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