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La rubrica di Salmon che parla DI, AL e CON quello strano organo pulsante che sta tra le branchie e la vescica natatoria e spesso confonde le acque limpide del mare interiore.

Da pinna a pinna, da branchia a branchia,

sempre Vostra

Salmona Pastura

salmonapastura@gmail.com

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Proprio tre giorni fa, nuotando intorno all’isola di Albarella in cerca di qualche VIP da paparazzare, ho incontrato per caso la mia vecchia amica Ludmilla, una sirena dai capelli rossi che credo Voi Salmoni e Salmone di terra siate abituati a chiamare Ariel. Non so se ricordate la sua storia, ve la faccio breve:
in gioventù la ragazza era parecchio indisciplinata e – contravvenendo alla logica e ai divieti del padre- scese a patti con la peggior cattiva di tutti i mari, barattando la sua voce per un paio di gambe che le avrebbero concesso un giretto sulla terraferma.

 

01_hate legs - Copia

 

Ed è proprio questo il punto interessante.
Ariel è scesa a patti, ha fatto un compromesso in cui ha rinunciato a se stessa in nome di una curiosità, di un capriccio. Poi a Lei è andata bene, per carità, ma se non fosse sempre come nella “versione Disney” delle cose?
Ora, seriamente, parliamone fuor di metafora come è uso tra umani adulti.
Quante volte siamo scesi a compromessi con qualcun* o con noi stessi?
Io credo sia capitato a tutti.

Ve lo dirò chiaramente: nella vita bisogna sudarsi (quasi) tutto e la nobile arte del mercanteggiare vale ed è sacrosanta anche nei rapporti umani, ma compromettersi e “morire a sé stessi” mai. Quindi, se si tratta di andarlo a vedere la domenica al derby con il Porto San Pancrazio o di accompagnarla da Zara in via Mazzini il sabato pomeriggio, passi: fa parte di quella sottile magia chiamata “conciliazione” tra esseri umani, che fin dagli antichi Greci ci viene tramandata.
Ma se vi chiede di contravvenire ai vostri principi morali per amor suo o se – ancora peggio- siete Voi stess* a soffocarvi e a farvi andare bene cose che non vi vanno giù o sulle quali non siete d’accordo, pur di tenervel* (o di accaparrarvel*), allora è un COMPROMESSO. E dai compromessi, molto spesso, si finisce per cavare niente di buono.

 

02_legs

 

Per spiegarla utilizzando il “modo umano” di approcciarsi al mare, potremmo dire che i compromessi si rivelano nel punto in cui si inizia a non toccare più. Un compromesso appeso alle caviglie zavorra l’umano che tenta di prendere il largo e fin tanto che la testa resta fuori dal pelo dell’acqua, la situazione è governabile ma quando si decide procedere ancora verso l’orizzonte, il povero umano inizierà ad ingurgitare generosi sorsi d’acqua salata.
Quindi ecco, miei adorati pesciolini umani, potrà anche succedere che beviate (e tossiate) qualche volta, ma mollate il compromesso prima che vi faccia affogare.
Dimenticavo.
Ludmilla sta ancora col marito e vive sulla terraferma, a Bardolino, dove ogni tanto va a cantare al karaoke tra i turisti olandesi. Ma appena ha un minuto libero imbocca l’autofiume Mincio-Po-Comacchio e corre al mare a sgranchirsi la (ex) pinna caudale, perché, in fondo, non ha mai completamente rinunciato a se stessa ed per questo che si è salvata un po’.

SALMONA PASTURA

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