Nel caotico scorrere della giornata può capitare, il più delle volte quasi per sbaglio, di alzare la testa e guardare il cielo.
C’è anche chi il cielo non solo lo guarda, ma ha deciso di rappresentarlo con foto e danze portandolo qui, nel centro di Verona, dal 29 marzo al 3 aprile in una rassegna intitolata Sotto lo stesso cielo.
Chi vi collabora sono il collettivo artistico Antonello Ghezzi, la fotografa Silvia Sirpresi e le ballerine dell’LSKV, aiutati dal curatore Simone Azzoni.
Il loro obiettivo è dimostrare che in natura le barriere ed i muri non esistono, che sono solo un’invenzione della stupidità umana (solo per citarne alcuni: Israele e Palestina, Nord e Sud Korea, USA e Messico e chi più ne ha più ne erga).

Noi salmoni abbiamo fatto un piccolo tour de force per potervi accompagnare in questo viaggio ed illustrare i siti in maniera più accurata possibile, seguendo la mappa creata da una studentessa della IUSVE che potete trovare qui.

Prima tappa: Libreria Feltrinelli di Via Quattro Spade.
La famosa catena ospita l’installazione chiamata Here, una serie di immagini che rappresentano dei punti nella volta celeste identificati solo tramite coordinate.
Nessun nome, nessuna nazione: solo numeri.

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Seconda tappa: Ingresso del Teatro Nuovo.
Quale tipo di installazione ci si può aspettare di trovare in un teatro, luogo per eccellenza deputato al trasformismo?
Ad accoglierci ci sono degli specchi; ma non specchi qualsiasi: sono retroilluminati e presentano delle scritte. Non posso spoilerarvele tutte, rovinerei la sorpresa nel leggerle tatuate sulla vostra pelle. Eccone solo un piccolo assaggio, una tartina al salmone tutta per voi.

 

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Terza tappa: chiesa di San Giovanni in Foro.
Sapevate che a Verona, precisamente nella summenzionata chiesetta, si trova il più piccolo presepe del mondo? E ad accompagnarlo vi sono esposte fotografie di cieli del 25 dicembre passati e futuri: dalla nascita del Natale ad un Natale del 2428, che si spera possa essere migliore per tutti; mentre nel corridoio che collega la chiesa al chiostro sono esposte le fotografie di Silvia Sirpresi, giovane artista che porta la sua visione di un eco-villaggio, luogo deputato ad accogliere persone che non ne possono più di questa società cementificata e decidono di vivere in maniera totalmente ecosostenibile: uno sguardo ad una realtà diversa, ad un’alternativa possibile.

 

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Quarta tappa: Teatro Scientifico.
Teatro che vai, esposizione che trovi. Questa installazione si chiama Cieli vicini : due mappe stellari limitrofe prese nel punto in cui il muro di Gerusalemme divide Palestina ed Israele.

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Quinta ed ultima tappa: Arsenale Militare.
Entriamo nel Padiglione 2 e si sente un rumore strano, come di frequenza disturbata. Si tratta di Stelle cadenti, un’installazione che permette di ascoltare in diretta meteoriti che piovono nell’atmosfera trasmessi dal Radiotelescopio di Medicina.
Ne ho registrate un po’ per voi: così potete esprimere qualche desiderio.

 

Sempre nel Padiglione 2 troviamo Per Tonos, un’interpretazione coreografica dei loop geometrici escheriani e delle musiche ipnotizzanti di Bach. A danzare, quattro ragazze: Camilla Monga (coreografa), Lucia Guarino, Elisa D’amico e Noemi Bresciani. Alla musica ci pensa Luca LSKA.

“Una coreografia concepita come un labirinto senza via d’uscita, dove qualsiasi cambiamento o evoluzione riconduce sempre al punto di partenza.” (Manifesto)

Quando cala il sole, alcuni rappresentanti del Circolo Astrofili Veronesi offrono la possibilità, mettendo a disposizione dei telescopi, di osservare meglio la volta celeste.

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Noi non siamo nessuno se non in rapporto con gli altri: e questo le stelle devono averlo capito bene.

Salmonello

 

Foto: Riccardo Raimondi

Ringraziamenti a:
AGSM
IDP (Design Palladio)
Teatro Nuovo
Teatro Scientifico
Feltrinelli
Circolo Astrofili Veronesi
IUSVE
Arteven
INAF
Comune di Verona
Regione Veneto

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