Che cos’è Non Temere Antropos?
Un gruppo eterogeneo, come amano definirsi i componenti.
Un focolaio di post-modernismo, come preferisco vederli io.
Più precisamente sono Lorenzo Visco alle chitarre e basso, Giacomo Dal Forno basso e chitarra, Riccardo Scaioli al sax e Tiziano Girardi alla batteria.

Ho sempre ammirato quelle band che sono state in grado di trovare un compromesso fra la propria identità e i gusti delle masse.

Il bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea, riferendosi alla propria band, ha dichiarato “dopo la morte di Hillel Slovak (ex chitarrista) entrarono John Frusciante e Chad Smith. (…) Con questa formazione, diventammo quattro parti di un qualcosa completamente diverse fra loro ma tutte con lo stesso desiderio. Se ci fossero stati quattro poli sulla Terra ognuno di noi verrebbe da uno diverso rispetto all’altro”.

Incuriosito da questo melting pot musicale, ho deciso di passare con loro una giornata per conoscerli meglio, approfondire i loro gusti e carpire quale desiderio comune li spinge verso un’unica meta.

Oltre alla droga, intendo.

Partiamo a mezzodì in macchina per avviarci verso quella che sarà la location delle riprese del videoclip, nonché casa della nonna di Valentina, la ragazza di Niccolò, il produttore musicale dell’album dei Non Temere Antropos. Sposato con Brooke, ex di Ridge, già nuora di Quinn.

Dobbiamo arrivare sul Monte Cucco, a Sezano: il tragitto è lunghetto, ed io non sopporto la macchina.

A distrarmi dal mal d’auto ci pensano le chiacchere di Nic che mi parla dei suoi progetti musicali e di un piccolo festival che vorrebbe organizzare. Inoltre, ad attenderci, c’è l’ambito caffè di nonna Imelda: leggenda narra che per macinarlo ci voglia la forza di mille uomini e che i chicchi provengano dalle lontane Indie, luogo di perdizione e di selvaggi uomini dalle teste bitorzolute.

Non appena arrivati nascono i primi problemi:
“Ma non avete pranzato?”
“Se l’avessi saputo sarei venuto già mangiato!”

Giammangiato, un film di Maccio Capatonda.

“Ma non avete portato l’amplificatore da chitarra?”
“Non lo dovevo portare io…”

Forse un po’ sbadati, ma musicalmente eccellenti: vedere per credere.

 

Dopo aver girato il videoclip, smontato il palchetto e esserci rifocillati con il delizioso farro alle zucchine preparato da Valentina, registratore alla mano e parto con l’interrogatorio.

Cosa fanno gli NTA?

Non Temere Antropos produce musica eterogenea, perché è eterogeneo ed ogni componente introduce le sue influenze ed i suoi trascorsi musicali.

Come mai vi chiamate Non Temere Antropos?
-È il nome del wi-fi del mio vicino, che viene puntualmente bistrattato dalla moglie che lo chiama stronzo, lo mena pure… lei è super-mega avvocato di estrema destra; lui è impiegato di banca e lo vedo uscire tutte le mattine,e sta male, nella sua utilitaria in giacca e cravatta, arrabbiato che non sa perché va al lavoro… E l’unica cosa che ha potuto scegliere è il nome del wi-fi che è Non Temere Antropos, un’esortazione a sé stesso: in questo mondo in cui vai a casa, ti prendi le parole…
-… e non sei sicuro, non sei minimamente felice nemmeno a casa tua.
– Non Temere Antropos vuole essere un’evasione.
… E pensate che questa storia sfocierà in un omicidio?

-Non lo so, ma un posto nel freezer lo tengo sempre libero per un pezzo di moglie.

Con una parola a testa, potete dirmi da quale genere provenite? Così cerchiamo di mettere insieme i pezzi del puzzle.

-È più complesso di così… Però diciamo che vengo dal progressive metal e rock.
-Io suonavo alt rock italiano.
-Ambient. E anche classica.
-Una sola parola? Grunge.

Una band progressive alternative ambient grunge.

Nemmeno il più esperto degli alchimisti sarebbe in grado di mescolare questi generi.
Questo è il bello della musica. Abbatte le barriere, appiana le divergenze ed unisce i cuori verso un’unica meta.

SALMONELLO

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