{EMERGENZA FREDDO}

Venerdì mattina scorso è stato trovato il corpo senza vita di un uomo, adagiato su una panchina nei pressi di Piazza Bra.

Daniel Matal, 42 anni, residente da tempo a Verona e senza fissa dimora, è morto a causa della solita “emergenza freddo”: il termine emergenza lascia spazio a perplessità, in inverno soprattutto. Ma, tralasciando i cavilli linguistici del caso, la vicenda di Daniel si inserisce sfortunatamente in un momento in cui ai livelli comunale e regionale il tema del sacro diritto alla casa sembra tornato in auge: con l’anno nuovo è partito il progetto DOM.Veneto, un’iniziativa regionale che va in soccorso dei senzatetto, e che l’Assessore Regionale al sociale Manuela Lanzarin definisce come un pacchetto di “politiche orientato a mettere a sistema un metodo di presa in carico multidisciplinare e multidimensionale delle persone e delle famiglie a rischio di marginalità e senza fissa dimora”.
A Palazzo Barbieri invece il dibattito è acceso, tra chi punta il dito contro le famose ordinanze del 2014 sul decoro della giunta Tosi e chi tenta ancora di difenderle: queste impongono ai clochard il sequestro di sacchi a pelo e coperte, senza alcuna moratoria per il periodo invernale; a dire il vero l’ex sindaco aveva iniziato la sua personale battaglia nel 2007 con l’installazione delle panchine anti-bivacco, preludio all’ordinanza, oggi decaduta, con cui si vietava di distribuire pasti in centro ai senzatetto con sanzioni fino a 500 euro.
Ai botta e risposta in Comune si affianca, proprio a cavallo del nuovo anno, la notizia che lo storico Ostello della Gioventù, di proprietà della curia, sarà preso in gestione dalla Caritas con l’intenzione di ospitare al proprio interno una cinquantina di senzatetto.

LArena_panchine_Verona

Barlume di speranza, anche se sarà importante verificare le regole di accesso al dormitorio: al momento, per quanto riguarda i dormitori allestiti dal Comune, l’accoglienza è consentita solo dietro presentazione di un documento (!?), il permesso a dormirci deve essere rinnovato ogni 15 giorni e l’ingresso è consentito solamente dalle 19:30 alle 7 del mattino. In tutto ciò, gli eroi del terzo millennio della Ronda della Carità continuano la loro missione: il presidente Marco Tezza ha dichiarato che “attualmente serviamo circa 100 pasti a notte, rispetto ai 70 di qualche anno fa”. Sono stati proprio i volontari, nei giorni scorsi, a richiedere l’intervento dei soccorritori per i due casi di clochard trovati in gravi condizioni a causa del freddo.

“Ecco brevemente delineato il contesto in cui si è consumata la morte di Daniel Matal, paradossalmente avvenuta proprio a pochi metri da Palazzo Barbieri. Riteniamo doveroso condividere questa richiesta di aiuto, scritta da un gruppo di cittadini e senzatetto al sindaco Federico Sboarina il giorno 18 dicembre scorso. Pare che stiano ancora attendendo risposta.
Noi uomini e donne che viviamo sulla strada al freddo e con tanti problemi giornalieri quali non dormire bene, paura durante la notte, freddo e malattia chiediamo un posto dove dormire la notte.
Sono anni che siamo in questa situazione.
Noi mangiamo sulla strada, davanti al mercato ortofrutticolo, zona Fiera, con cibo offerto dalla Ronda. Chiediamo di cenare in uno spazio coperto, dove ci sia anche qualche servizio di toilette.
Abbiamo tutti diritto alla vita dignitosa (art. 3 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo)
Insieme con noi ci sono dei cittadini che difendono e sostengono la nostra richiesta e desiderano, per noi e con noi, una condizione di vita umana.
Tra noi ci sono persone che hanno i documenti ed altre che non hanno documenti.
Chiediamo una soluzione per tutti.
Come gli animali domestici, cani e gatti, vengono protetti, così anche noi ancora di più, crediamo e chiediamo il diritto di protezione come necessità umana, necessaria per la nostra dignità e salute.
Attendiamo fiduciosi una risposta e vi ringraziamo per questo.”

 

De La Salmon

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