Proseguendo nel nostro intento di conoscere e far conoscere le realtà che popolano il quartiere di Veronetta, siamo stati a fare due chiacchiere con Romesh, giovane srilankese proprietario di C’era una volta, il barber shop vecchio stile in via S.Nazaro. Ecco cos’è saltato fuori.

Ci sono tanti barbieri tradizionali a Verona che sono in crisi, chiudono perché non ci sono clienti… secondo te qual è il problema?
Si, è vero, ci sono parecchi barbieri vecchio stile in crisi. I problemi sono sempre tanti, in primo luogo il fatto che una volta c’era molta più disponibilità: è per questo che io apro molto presto,alle 7 della mattina, di modo che i clienti possono farsi la barba e i capelli prima di andare al lavoro. I ritmi di lavoro di oggi non sono quelli degli anni ’60: una volta i barbieri iniziavano già Domenica mattina, così la gente prima di andare in chiesa andava a radersi la barba. In generale oggi i barbieri non vogliono questi ritmi per cui i clienti vanno da chi dà disponibilità.

In questo siete innovativi, è un mix tra tradizione e innovazione…
Si, questo è il nostro intento: se qualcuno vuole trovare un barbiere è facile trovare noi, perchè siamo sempre aperti. La mia squadra segue il cliente in ogni momento: noi non mandiamo mai via la gente, diamo sempre grande disponibilità. Poi soprattutto facciamo la barba! Ormai nessuno si occupa più di radere la barba.

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Perché credete nello stile di una volta?
Vedi, io penso che nel mondo le mode continuino a girare. Per cui non c’è nulla di veramente nuovo! Le novità ci sono ma hanno vita breve; prendi la musica, le nuove canzoni da hit-parade: durano una settimana, un mesetto, però i capolavori degli anni ’60-’70 si ascoltano ancora. Così facciamo noi. Seguiamo il vecchio stile anche nel lavoro: per esempio quando finiamo un taglio facciamo un piccolo massaggio, perché il cliente deve essere coccolato, rilassato. E soprattutto deve sentirsi a suo agio, come in famiglia: i clienti mi raccontano storie, io ascolto tutto e quando posso do loro consigli. Ho sempre seguito lo stile siciliano, napoletano, perchè penso che rappresenti la vera essenza dell’essere barbiere. E questa scelta ha dato i suoi frutti: viaggio in Europa come insegnante e sono molto soddisfatto di ciò. Certo, ci ho messo buona volontà e fatica, ma ci sono riuscito grazie al vecchio stile che promuovo.

E se la moda cambia ed il vintage non è più di moda?
È vero, oggi il vintage è di moda, ma se questa dovesse cambiare noi rimarremo sempre barbieri come una volta: non è una scelta di moda la nostra, il vecchio stile è più bello, ha sentimento. Senza dubbio rimarremo coerenti.

Fate anche donne?
Inizialmente facevo anche parrucchiere donna, adesso faccio solo uomo, non tanto perché sia più difficile fare il parrucchiere ma perchè perderei il mio stile peculiare.

I tuoi clienti sono sia italiani che stranieri?
Quando ho aperto i clienti erano spesso stranieri, ora a dire la verità per il 99% sono italiani.
Beh, Se vuoi chiedere qualcosa al cliente prego, fai pure!

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Volentieri! Tu perchè vieni da C’era una volta?
“Ormai sono tre anni che vengo qua, da veronese! Mi trovo bene, qui vengo coccolato alla grande con la chicca del massaggio finale; mi piace come mi taglia i capelli, anzi non c’è neanche bisogno che gli dia indicazioni perchè sa già come farmeli. Ho conosciuto C’era una volta attraverso un amico: aveva un gran bel taglio di capelli, io volevo farmeli tagliare proprio così ed allora son venuto e ho provato. Se non ricordo male era proprio nell’anno in cui ha aperto, nel 2015”.

Grazie, ti lasciamo rilassare…Romesh, c’è qualcosa di particolare che ci tieni a dire?
Allora, io vorrei fare un appello per tutta Verona: cerchiamo di stare uniti, aiutiamo il quartiere di Veronetta a dare un’immagine più bella di sé, specialmente agli occhi dei turisti. Per quanto riguarda il mio settore, vorrei dire ai giovani, a chi vuole imparare, di dimenticare tutto quello che c’è, gli ostacoli e le procedure; se si ha buona volontà, se si riesce a buttare fuori la passione che si ha dentro, vedrai che funziona tutto! C’è l’ho fatta io che sono arrivato qui dallo Sri Lanka!

Quindi le parole chiave sono voglia, volontà e passione.
Bravissimo. La mia storia è emblematica: io sono straniero, quando sono arrivato non conoscevo nessuno, ma adesso sono molto contento perché ci conosciamo tutti in quartiere, tutti conoscono il mio locale e la clientela viene da sé. Se ci sono riuscito io vedrai che ce la può fare chiunque, l’importante è metterci impegno e buona volontà.

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A proposito di Veronetta: i prezzi degli affitti sono in aumento, sempre più proprietari affittano appartamenti come b&b, con la conseguenza che il quartiere viene vissuto da persone che transitano, come luogo di passaggio. Credi che sia pericoloso?
Secondo me non è pericoloso perchè comunque il turismo porta gente e fa bene al quartiere. È vero che, come dici tu, dovrebbe essere frequentato e vissuto da tutti i paesani, ma il problema è che la gente ha ancora paura. I turisti vengono perché non sanno di questa paura nei confronti di Veronetta, molto spesso ingiustificata. Bisogna sconfiggere questo timore, dobbiamo trovare il modo di far capire ai residenti l’opportunità che hanno nel vivere in un quartiere come Veronetta. .

Parole sante, ma finchè c’è il giornale che mette il titolone…
Purtroppo hai ragione, spesso i giornalisti danno un’immagine solo parziale, sono alla ricerca dei problemi che fanno notizia e quindi non vedono la verità. Io dico, venite a vedere con i vostri occhi, frequentate la gente che abita qui. Ci sono gli spacciatori? Vedrai che a quel punto spariranno, perché gli spacciatori arrivano quando i residenti non vivono il quartiere.

Conosci Suranga? Cosa ne pensi dei suoi film?
Certo! È Molto bravo, professionale, nei suoi film affronta molti temi in maniera chiara. Sono convinto che in futuro sarà apprezzato in tutto il mondo, perché è un genio. Ed anche per la sua bontà, perché è un pezzo di pane. Speriamo che possa essere un motivo di grande orgoglio per noi Srilankesi.

A proposito, consigliaci qualche ristorante dove assaggiare la cucina srilankese!
Beh, io vado spesso a mangiare a la stueta di ceylon, in via Redentore. Li si mangia davvero bene, anzi se volete proporgli un’ intervista sarebbe bello, perchè è bravo e si impegna molto. Non è l’unico posto in cui mangiare srilankese, ce ne sono altri buoni, ma vi consiglierei quello!

Grazie, ne terremo conto! Se invece si vuole approfondire la vostra cultura, qual è il modo migliore?
Da veronese avvicinarsi venendo alle feste non è un buon modo, sul serio perché si balla musica tradizionale e devi acquisire i passi ed i tempi giusti: è molto difficile! Però è vero che ad una festa è divertente mescolarsi, e di feste ne facciamo tante: per esempio lo scorso 4 febbraio abbiamo celebrato la giornata dell’indipendenza del nostro paese.
Il cricket potrebbe essere un buon modo: adesso c’è anche una squadra italiana, Cricket Roma, che gioca ad alti livelli. Qui a Verona so che ci sono alcuni campi a Villafranca!
Lasciatemi dire una cosa anche agli srilankesi: chi arriva in italia deve imparare la lingua, è indispensabile! Me compreso!

Un’ultima domanda rivolta al futuro: quali sono le tue ambizioni? Ed i tuoi figli? Cosa ti auguri che possano fare?
Nel futuro più prossimo stiamo aprendo un secondo negozio di C’era una volta, a Villafranca. Il nostro team poi è sempre pronto ad insegnare, anche gratuitamente, a chiunque voglia imparare il nostro mestiere.
Qui mi trovo bene, vorrei rimanere per tutta la vita. I miei figli sono nati qua e cresciuti qua, hanno tante opportunità: l’importante non è diventare un dottore o un barbiere, l’importante è che siano consapevoli che, anche se siamo srilankesi, non dobbiamo per forza rinchiuderci nella nostra comunità ma anzi dobbiamo aprirci al mondo.

 

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