Me l’avevano detto da subito che la Farm Cultural Park si sarebbe risvegliata con il sole.

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Sono passate circa 3 settimane da quando i fratelli Ligama sono arrivati ai sette cortili, come dei guerrieri, carichi di colore.

Salvo Ligama è uno street artist siciliano, di Caltagirone, che con l’aiuto del fedele fratello Damiano si divertono a colorare grandi superfici. La loro specialità è riqualificare piccole casette abbandonate, quelle che di tanto in tanto ci capita di vedere dalla superstrada in mezzo alla campagna.

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Un gioco che da un pò di tempo a questa parte spinge i fratelli a girare di porto in porto, impegnatissimi, con la missione di cambiare volto al paesaggio che li circonda affinché vengano valorizzati quei dettagli che altrimenti passerebbero inosservati. Abbraccio questa filosofia e abbraccio anche i fratelli Ligama. grazie alla loro leggerezza mi hanno fatto trascorrere giorni superlativi.

Alla Farm ci si sente un pò come in famiglia. Anche se in fondo si a che fare con estranei, la sinergia che si crea è davvero speciale. Dal primo giorno che Salvo e i suoi mille colori hanno messo piede alla Farm Cultural Park è stata subito festa. Lo staff lo ha assecondato nel suo alto compito e per questo, in più momenti, lo abbiamo visto esplodere di felicità. Quindi armati di rulli e pennelli siamo partiti caricando il viola, il blu, il giallo poi il nero, il verde il rosa e così via; pezzo dopo pezzo, per una settimana a suon di musica, abbiamo aiutato Salvo e Damiano a completare la stanza commissionatagli.

Ebbene, in tutto questo parco giochi si avvicinava la data tanto attesa di Opp Festival. Per Farm Cultural Park è Il secondo anno del festival Under 18 che si fa spazio all’interno dei sette cortili di Favara. Per due giorni sono stati organizzati workshop creativi tra cui fotografia, video editing, illustrazione, set design, tatuaggi, auto costruzioni e molti altri. Anch’io, quindi, ho avuto a che fare con questo momento di gioia. Gli iscritti al mio workshop ’Scocciatamente’ erano 20. Tutti ragazzi che studiavano al liceo artistico di Gela, un paese poco lontano da Favara. Non vi nego la mia iniziale ansia da prestazione, dovuta anche al fatto che non appena finito il workshop ci sarebbe stato un talk al quale sono stata costretta a prendere parte.

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Fortunatamente tutto questo panico si è sciolto velocemente. La giornata prometteva bene.

In quell’ambiente c’era un’atmosfera tutt’altro che tesa. Il cielo era azzurro,  il sole iniziava a scaldarsi ben bene e la musica accompagnava il festival: non mancava davvero niente. Quindi ho raggruppato i ragazzi, abbiamo fatto una progetto istantaneo e in 2 ore abbiamo decorato il muro esterno e le panche del bar proprio all’entrata della Farm. I ragazzi hanno risposto bene e si sono mostrati molto interessati a questa tecnica. Io, di conseguenza, mi sono sentita subito soddisfatta e sollevata.

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Devo dire però, che la parte più divertente è stata la preparazione culinaria fatta la sera prima dell’apertura. Mi dovete perdonare se poi alla fine si parla sempre di mangiare, ma qui con il cibo non si scherza davvero! Infatti, come quasi fosse stata una festa rionale, quella sera c’è stata una concentrazione di persone, gli addetti ai lavori, che giravano tra la cucina e la porta a fianco (il co-working) tutti indaffarati nei loro compiti cercando di essere pronti per l’indomani. Quindi, non potevi uscire dalla cucina se non avevi appallottolato almeno un’arancina agrumi e scamorza, assaggiato una padella o bevuto una birra! Nel mentre, dalla porta a fianco, i più diligenti cercavano di tenere le distanze da questa caciara per far quadrare i conti definendo le ultime cose pratiche.

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Grazie sopratutto ai nostri organizzatori! Anche se spesso distratti da questa densa aria di festa alla quale però si concedevano volentieri, il festival è stato un gran successo!

Io mi sento fortunata a vivere qui, immersa in questa apparente ordinaria Sicilia.

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