Ma chi è Sergio Ravazzin?

Uno di quelli che ha contribuito fortemente a portare il jazz a Verona.
Uno dei più importanti protagonisti del teatro di rivista veronese.
Il pilastro da cui sono partite tante delle tantissime compagnie teatrali amatoriali che tuttora animano il panorama teatrale veronese.
Il Maestro delle più importanti voci che abbiano calcato l’Arena.

L’ideatore della Messa degli Artisti, appuntamento diventato inamovibile (fino all’anno scorso quando per la prima volta non è stata fatta) per tutti gli artisti protagonisti dell’estate areniana.

Attenzione! A lui viene dedicata l’edizione 2018 di Hostaria Verona.
Oggi abbiamo avuto l’onore di parlarne con il figlio, il prof. Maurizio Ravazzin che in mezz’ora di stile ed eleganza d’altri tempi ci ha accompagnato in un viaggio a ritroso nella vita del padre.
Sono infinite le possibili digressioni che si possono fare tra i tanti intrecci della vita di una leggenda della musica, del teatro e, in generale della vita culturale di una Verona che era Capitale della Lirica a metà ‘900 e non solo.
Per dire: già a 22 anni, Sergio Ravazzin veniva chiamato Maestro dai divi di quell’epoca.
è infatti del 1930 questa dedica su ritratto fotografico in cui Nino Ederle in persona, vera e propria star della lirica di quegli anni, dà testimonianza della stima verso il giovane Sergio.
Chiamato in Africa durante la II° Guerra Mondiale viene catturato in Algeria dagli alleati nel 1943. Durante la prigionia, sfrutta il suo talento musicale per allietare le serate dei militari insieme ad un gruppo di prigionieri con cui fonda una band vera e propria.
Insieme si lasciano influenzare dalle sonorità Jazz e Swing che erano bandite in Italia (musica “negra) ma che invece spopolavano negli Stati Uniti e non solo. È così che, tornato libero a Verona nel novembre del ’45, si guadagna la pagnotta portando, tra i primissimi, soprattutto in locali come l’Olivo o il Grillo e in altre osterie, proprio i ritmi del Jazz.
In parallelo è anche protagonista del teatro di rivista, vero e proprio format diffusissimo all’epoca, attraverso il quale allietava il pubblico in lunghissime serate a metà tra il comico, il popolare, la commedia, ma anche il dramma e la tragedia… un “must” dell’epoca attraverso il quale vengono coinvolte schiere di attori amatoriali che daranno vita, nel corso degli anni, alla galassia di compagnie che tuttora animano il panorama teatrale veronese.
Nel ’52, poi, entra nell’Ente Lirico come Maestro e Condirettore fino al ’77. Entra così in contatto con le più importanti voci dell’epoca. Episodio meraviglioso fu quando Placido Domingo, durante la sua prima permanenza areniana, si prestò a cantare alla “messa degli artisti” a Ferragosto nella Chiesa di San Nicolò: altra tradizione iniziativa del Maestro Ravanin.
Questi e mille altri gli aneddoti e le pagine di storia scritte da questa leggenda e protagonista assoluta della scena culturale moderna di Verona e provincia. A lui il nostro doveroso ringraziamento e l’onorificenza di Salmone ad honorem!
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