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Dove un tempo lontano, da sembrare in effetti il medioevo, viveva il fumoso Camelot Pub, oggi, dopo una profonda sgrassata, trovate Butcher, un curioso mix tra macelleria e ristorante. Prodotti al top della qualità con il focus sul consumo responsabile.

(tutte le foto esclusa la prima, sono copyright di Butcher e presenti sul sito http://www.butcher-verona.com/)

Quando ha inizio l’avventura di Butcher?

Abbiamo aperto nel novembre 2016 poco più di due anni fa.  Butcher nasce da un’idea di far qualcosa di nuovo in questa città. Un luogo in cui mangiare dell’ottima carne, proveniente da animali rigorosamente cresciuti al pascolo e  non provenienti da allevamenti intensivi. Un tassello di partenza imprescindibile se si punta ad offrire un prodotto di qualità.

L’idea è collegata ad una tua passione?

Nasce da una passione del vecchio chef che era qui quando ho aperto.  Mi ha “contagiato” con questa sua visione di carne di altissima qualità e da lì è nata l’idea di aprire Butcher. Poi quando lui è andato via a luglio 2017 io e Iulio (l’attuale chef) abbiamo rinnovato questa linea non perdendo mai il focus dalla qualità e stando costantemente alla ricerca di carni nuove da proporre e da far conoscere ai nostri clienti.

Ed è sia ristorante che macelleria?

Assolutamente sì. Una persona può comprare e portare a casa i tagli delle carni. È nostra premura in questo caso dare anche i suggerimenti per la cottura.

Tu sei di Verona?

Io sono campano, ma vivo qua da 24 anni, quindi in realtà mi sento e sono veronese.

Allora sai sicuramente cosa c’era qui prima di voi…

C’era il Camelot, posto simbolo di Verona. È stato chiuso per 10 anni e poi lo abbiamo ripreso e ristrutturato completamente. È stato il primo locale che abbiamo visto nella nostra ricerca, subito ci siamo detti: “No, c’è da spendere troppo per metterlo a posto”. La nostra ricerca è durata un anno, ce lo hanno riproposto, nel frattempo lo avevano pulito (ride) e alla fine lo abbiamo preso. Il pavimento era nero dalla sporcizia, noi pensavamo che una volta pulito fosse grigio, in realtà il colore era rosso. C’erano tre dita di sporcizia (ride).

Negli ultimi anni si sono diffusi vegetarianesimo e veganesimo. Credi che uno dei motivi sia anche dato dalla diffusione di una qualità sempre più bassa della carne?

Abbiamo avuto dei vegetariani qui, in particolare uno che non mangiava carne da 10 anni, è venuto con degli amici, l’ha provata e ha detto che questa carne vale la pena di esser mangiata. Sono animali che vivono al pascolo, non sono stretti in gabbia, non assumono medicine per ingrassare e ingrossarsi, ma conducono una vita sana e tranquilla. A questo come già ti dicevo non rinunciamo.

Secondo te la gente va educata alla qualità o già riconosce questo valore?

La gente è abituata a mangiare carne a prezzi bassi, ma non sa ciò che mangia realmente. Una volta entrati qui bisogna capire che è qualcosa di diverso, è una carne che ha una concezione diversa, con un’altra qualità e un altro prezzo che però quando la si mangia si sente il gusto reale. Oggi la carne è piena di medicinali, di acqua. Questo ha fatto perdere di vista ai consumatori il suo vero sapore.

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