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Questa non è una rubrica scritta da un Salmone schizofrenico, ma da noi: Sofia e Lorenzo, fratelli di lunga data che amano fare spesso e volentieri, da soli o in compagnia, qualche bracciata controcorrente. Da sempre animiamo i nostri incontri con discussioni più o meno accese. Così, anche i nostri articoli sono concepiti (oltre che ispirati) dal confronto che abbiamo sui temi più scottanti della (nostra) vita veronese. Il risultato è che, una volta messo nero su bianco, l’articolo prende naturalmente la forma di un dialogo, dove esprimiamo le nostre opinioni cercando di superare l’ottica del b(r)anco, non tanto evitando di avere preconcetti, ma quantomeno con la disponibilità a cambiarli. Questo è CRUDITÉ – opinioni che spaccano, ma ora vogliamo sapere come la pensi tu! Fallo con un commento qui sotto o su tutti i social di Salmon Magazine.

La Festa del riso di Isola della Scala è ormai giunta al termine anche quest’anno, ed io la vedo sempre un po’ come l’epilogo della stagione delle sagre, a parte alcune chicche che si spingono fino alle porte dell’inverno, ma che trovo abbiano già quel sapore che ha la sosta al paninaro onto alla fine di una serata, quando ti prepari a pregustare il tepore del letto.

In genere, quando riusciamo, in sagra ci piace andarci insieme: è una tradizione che ha radici lontane, qui tra le fiere della Bassa. Ma quest’estate una domanda quasi ricorrente si è insinuata nelle nostre conversazioni, ve la riproponiamo: ma qual è l’orario migliore per andare a mangiare in sagra?!

Allora, io dico la mia e tu dici la tua (ma ci piacerebbe che anche altri salmoni intervenissero, anche senza alzare la pinna): io, leggermente misantropo e decisamente pigro vorrei sempre andarci in orari non sospetti, tardi, in modo tale da evitare code alla cassa e non aspettare tempi biblici per la mia grigliatina… posso?

Hai detto bene: il tuo è il punto di vista degno di un assoluto misantropo! Io invece tengo conto di tutto il contesto, la mia formazione sociologica mi ha segnato nel profondo…

No, alle sagre non ci si può presentare alle 10 di sera. E ti posso dire che le motivazioni sono molteplici (non soltanto il cibo non esattamente freschissimo). 

Te li elenco, così forse riesco ad essere più incisiva:

  1.  Devi mimetizzarti con l’assemblea antropomorfa (la fauna locale di età media over 65), solo così puoi apprezzare realmente l’anima dell’evento; 
  2.  Puoi mangiare con uno sano brusio di sottofondo, invece che accompagnato dalla voce della “frontgirl” dell’orchestra di turno che canta con qualche ottava al di sopra della tolleranza dell’orecchio umano;
  3.  Dopo cena puoi fare una tranquilla passeggiata digestiva (o arrivare fino alla bancarella delle mandorle se proprio vuoi chiudere con un tocco di grazia) per aiutare il tuo stomaco ad affrontare più serenamente la notte;
  4.  Hai la possibilità di scegliere tra TUTTI i piatti disponibili: quante volte ti è capitato che fosse finito quello che desideravi?
  5.  Infine, di nuovo il discorso età: da giovanotto quale sei capisco che i tuoi aperitivi possano durare fino alle 21.45, ma io, nella mia veste di genitore di una bimba di un anno e mezzo, devo fare in modo di mangiare alle 19.30 per gustarmi una cena in pace.

Non so se posso competere contro un intero elenco di motivazioni, ed ammetto che soffro un po’ il dovermi accontentare spesso di carne un po’ stopposa o risotto stracotto… ed ecco che in queste situazioni prendono il via il nervoso e le invettive nei confronti dell’organizzazione o del comitato di turno, responsabili “di condurre questa storica sagra verso un declino inesorabile anno dopo anni!!!”

Tuttavia, rimango dell’opinione che mi richieda troppa fatica anticipare i miei orari. Non per via, come dici tu, della mia età anagrafica, in quanto sai bene anche tu che nel mio caso non rispecchia affatto quella reale; ma semplicemente perché sono un abitudinario. E poi, ripeto, odio fare coda! 

E’ vero, io magari devo aspettare qualche minuto in più in coda alla cassa, ci metto un po’ a trovare un tavolo, ma sono tempi ragionevoli in fin dei conti. Considerando che quello che ci guadagno è un bel tuffo nel cuore del paese, con le sue dinamiche, con i suoi personaggi e i loro relativi proverbi (che dovremmo scrivere perchè altrimenti spariranno!).

Per me tutto ciò è impagabile, ma io sono una romantica e credo che le sagre di paese vadano vissute appieno per non perdere un minuto di tutto ciò che ci possono regalare. 

Mi hai (parzialmente) convinto: mi impegnerò a rispettare i tuoi orari quando ci troveremo in sagra… A proposito, organizziamo per un risotto a Isola? Altri Salmons vogliono accodarsi?! 

Fatecelo sapere o dite comunque la vostra per rinfocolare l’eterna Saga delle Sagre lasciando un commento qui sotto, o sui social, o scriveteci una mail, una lettera o uno striscione aereo. Quello che preferite, sapete dove trovarci… IN ADESE!

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