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Ci siamo imbattuti in un libro di Mauro Magatti che parla di cambi di paradigmi e di economia generativa, in cui tutti siamo protagonisti attivi della società in cui viviamo. Ecco, qua di seguito degli esempi reali del nostro ricco territorio.

Il Salmone come tutti gli altri pesci nuota nell’acqua, ma differentemente dai suoi colleghi, va controcorrente per depositare le uova. Questa è anche la vita di noi Salmoni veronesi: scoprire le chicche più nascoste, le bellezze meno esibite e portarle alla luce è la nostra missione.

È così, che nel nostro peregrinare dal Lago di Garda a Monteforte d’Alpone, da Passo Malera alla Valle del Menago, ci imbattiamo tutti i giorni in persone e progetti “daffogo”!

Andiamo a scovarli, senza una tecnica precisa o particolarmente innovativa. Sono le persone, spesso, a indicarci la strada: basta incoraggiarle, dar loro fiducia e in un attimo “i taca” a raccontare. A quel punto, sta tutto nell’ascoltarle e scoprire che anche il veneto più duro è in realtà un po’ “teròn”, o un po’ “moro” oppure un po’ “sengalo” dentro.

Rispetto a qualche anno fa, le famiglie e le loro condizioni economiche sono parecchio cambiate; non è più il mondo dei nostri nonni e dei nostri padri. Proprio sull’onda ( 😉 ) di questi cambiamenti strutturali, che non sempre le istituzioni sono in grado di cogliere e di reagire, è partito a gennaio dell’anno scorso un progetto tanto ambizioso quanto attuale. Si chiama WelfCaree si rivolge a cinque poli del Comune di Verona e della provincia: Saval, Borgo Roma, Parona, Villafranca e San Bonifacio.

Proprio come loro stessi dichiarano, l’obiettivo generale del progetto è quello di innescare dinamiche spontanee di “welfare di comunità” che siano in grado di creare soluzioni alle problematiche delle famiglie di oggi, famiglie nell’accezione più ampia del termine.

Assistenza agli anziani, aiuto alle famiglie monogenitoriali o con entrambe i genitori lavoratori, supporto sanitario di base…insomma, esempi di interventi che anche i normali cittadini possono facilmente attivare; un aiuto reciproco che nasce dal “semplice” conoscersi e dall’apertura verso gli altri.

Pranzo con i residenti del Saval

Nel caso del Saval, anche lo staff di Salmon Magazine è entrato in piena collaborazione con il WelfCare. Infatti, un aspetto molto importante per poter attivare processi di cittadinanza attiva, è il concetto di identità e appartenenza ad un luogo, ad una comunità e, come in questo caso, ad un quartiere. Per questo motivo le guide/mappe che realizziamo possono essere molto molto utili. Se poi le indicazioni delle attività e delle iniziative più interessanti del quartiere vengono direttamente da residenti, si innescano processi tanto virtuosi quanto “normali” che portano ad abbattere i muri dei propri appartamenti, a condividere le risorse per risolvere insieme le difficoltà delle quotidianità e condividerne le gioie. È così che è stata realizzata la guida/mappa di Salmon, presentata alla sagra del Saval il primo settembre: siamo stati a cena da residenti del quartiere, con persone che non necessariamente si conoscevano ma che quando hanno dovuto dire la loro sulle realtà più interessanti e autentiche del borgo, si sono scatenati diventando presto molto più che semplici concittadini.

A proposito, tenete sott’occhio il sito o e la pagina Fb. Lo staff di Welfcare al Saval sta organizzando un calendario di iniziative molto molto interessanti che si svolgeranno proprio alla fine di questo mese: laboratori, corsi, eventi, concerti…

Progetti innovativi di cittadinanza attiva: c’è anche Groove

Trentadue comuni della provincia, dall’alto Lago alla Valdadige, passando per la Valpolicella fino a Vigasio, che hanno condiviso un percorso di co-progettazione finalizzato al coinvolgimento dei giovani: vedere non più i ragazzi come un problema, ma come protagonisti dei territori di appartenenza e chiamarli a giocare un ruolo di primo piano su tematiche urgenti: cultura, biblioteca, educazione ambientale, promozione del territorio, associazionismo… un totale di dieci progetti che vedranno il coinvolgimento di 90 ragazzi selezionati tramite una call pubblica promossa sia sui canali ufficiali di Carta Giovani, ma anche su tutti i media locali, naturalmente Salmon Magazine in primis 😉 . I ragazzi, tra i 18 e i 30 anni, saranno seguiti da educatori professionali che, insieme ad un tutor progettuale, coordineranno le azioni co-progettate con il team di giovani. I percorsi proposti sono della durata di 100 ore di servizio durante le quali i giovani riceveranno un contributo economico pari al 50% del tempo impiegato.

Questo progetto è un esempio unico, speriamo non l’ultimo, nella provincia veronese ed è il frutto della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, quali Ulss n.9, Hermete, Coop. I Piosi, Fondazione Edulife e il finanziamento di Fondazione Cariverona che, tra l’altro, sostiene economicamente anche tutto il progetto WelfCare.

Quindi, per concludere, che dire? Non solo Romeo&Giulietta, non solo la meravigliosa Arena di Verona non solo Hellas e Ceo, ma anche tante energie nuove e fresche con i giovani al centro del palcoscenico!

Cena con i residenti di San Zeno
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