di Irene Viviani

Dopo una passeggiata alla scoperta della Lessinia, giungiamo fino alle porte della città per un
aperitivo in Veronetta, precisamente in Via Venti Settembre, per i più solo Via Venti, un po’ la via Mazzini de noialtri.
Una zona tanto amata quanto odiata, tanto evitata quanto frequentata, che vive di una
reputazione che non merita, ma che per noi salmoni ha un sapore speciale. Una casa colorata che accoglie tutte le
diverse anime che popolano questo quartiere: universitari, lavoratori, residenti e immigrati, creativi
squattrinati e gran signori veronesi. Veronetta un ostello che ospita, nei propri spazi storie, profumi, colori e sorrisi da tutto il mondo.
E come ogni viaggio on the road che si rispetti, abbiamo deciso di fare tappa in ostello e di
dedicare una pagina del nostro diario di bordo a questo quartiere che in troppi pensano di conoscere e aver inquadrato nel bene e nel male: dal canto nostro noi alziamo la pinna e dichiarando ingnoranza urliamo: vogliamo saperne di più!
Impossibile mappare Veronetta annoiandosi: qui si svolgono gli eventi più contemporanei nei
luoghi e nei locali più alternativi, dove le menti più folgorate si radunano per dare a Verona quel
tocco international/alternative/hipster/multiculturale/cool che, oggettivamente, manca. Oltre a
tutte queste robe da ciapadi, Veronetta vanta di una caratteristica speciale che la
contraddistingue da tutte le altre zone della città: è autentica (aka per i veri duri). Abbiamo fatto due ciaccole con una persona che il quartiere lo conosce come le sue tasche, in lungo e in largo, avanti e dopo Cristo: Pierluigi Grigoletti (Associazione Dèsegni e Cocai) che come prima perla ci offre il seguente stimolo, “Veronetta è una New York in miniatura dove delle volte si sta in trincea e delle altre volte ti sembra di essere in centro storico. È la terra delle contraddizioni. Veronetta non è per fighi, è per persone vere”, le quali, spiega Pierluigi, “hanno scelto di uscire dal proprio guscio con la volontà di entrare in
contatto con l’altro diverso da loro”. Queste persone se ne fregano della citazione shakespeariana e riscoprono in Veronetta tutto il mondo che c’è al di fuori delle mura (a volte reali a volte ideali) di Verona. Noi salmoni abbiamo accettato la sfida e da veri duri vogliamo capire cosa significa mappare un quartiere autentico. Vogliamo mappare Veronetta non perché sia una figata in sé, ma perché dodata di una sua identità viva e pulsante. Noi vogliamo immergerci testa e piedi, fare il pieno di chicche e riempirci la bocca di stupore e meraviglia.

Venite anche voi a sporcarvi le mani?

Write a response … Close responses

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also like
X