Veronacontemporanea nasce nel 2019 come una rubrica per segnalare eventi e iniziative culturali che riguardano l’arte contemporanea. Una rassegna di nomi, luoghi, opere da vedere, festival, fiere ed eventi a cui partecipare, per un pubblico sensibile e curioso.

Festival, fiere ed eventi sono mutati, e per i futuri mesi saranno sicuramente molto diversi da quelli che abbiamo fino ad ora raccontato.

Così come tante realtà, anche noi di Urbs Picta, ci siamo presi del tempo per riflettere su come aggiornare Veronacontemporanea.

Abbiamo cercato di capire durante questa pausa, in questi mesi di “sospensione” del mondo, come la nostra città ha reagito e come le realtà dedite all’arte contemporanea, come gallerie, spazi culturali e musei,  si sono adeguati a questo cambiamento.

Abbiamo anche capito più chiaramente uno dei nostri obiettivi: rompere con il modello della galleria destinata a pochi iniziati, cancellare quell’ invisibile barriera di diffidenza ed esitazione che separa ancora una buona parte di cittadini dall’arte contemporanea. La nostra volontà è quella di far uscire l’arte dai luoghi d’élite, di farla conoscere più da vicino ed avvicinare così chiunque vuole fare un’esperienza culturale.

Un esempio illuminante e modello su cui riflettere, è ciò che sta avvenendo nella città di Bologna con GALLERY TO GALLERY: una nuova modalità di visita guidata (iniziativa che si chiuderà il 24 Luglio 2020) che vede protagoniste sei gallerie della città di Bologna. È un progetto collaborativo che invita a prenotarsi per un tour nelle gallerie e spazi espositivi non prevedibile; In base al tempo a disposizione del viaggiatore viene costruito il percorso, condiviso solamente una volta arrivati alla galleria di partenza: dove terminerà l’inedito pellegrinaggio?

 

Vi condividiamo le parole dei galleristi che più ci hanno ispirato: Gallery to Gallery “è un invito all’azione per incoraggiare le persone a riattivare lo sguardo e guardare l’arte dal vivo in un periodo di totale allontanamento dall’esperienza fisica e di fruizione degli spazi espositivi, è un invito a consumare l’arte attivamente e a tornare a vivere la galleria come luogo di scambio culturale. Questo progetto di collaborazione si è sviluppato dall’idea di celebrare l’esperienza dal vivo e segna anche la riapertura delle rispettive attività espositive dopo più di due mesi di chiusura.”

“Sebbene difficile questo è il momento per sottolineare la nostra presenza in città, le basi della nostra professione e l’impegno verso la comunità. Da anni supportiamo i nostri artisti attraverso la diffusione e la promozione di progetti sempre più ambiziosi, contribuendo in maniera costante alla scena culturale nazionale e internazionale. Il sistema arte fatto di tantissimi attori – curatori, assistenti di galleria, allestitori, consulenti, uffici stampa – è in una situazione di estrema fragilità, e per questo il mercato è oggi più che mai indispensabile per la sopravvivenza degli artisti, il supporto alla produzione e l’intero sistema” 

E noi, a Verona, come stiamo reagendo a questa crisi?

Qualche galleria ha deciso di riaprire e ripartire subito, c’è chi invece ha cercato di colmare il vuoto attraverso una progettualità virtualizzata o con un diverso uso dei social, e chi infine ha deciso di essere cauto e prendersi del tempo per pensare o rivedere i progetti dell’anno 2020.

GALLERIA ARTERICAMBI ha aperto il 18 maggio lavorando con le opere della collezione online, riservando delle private view a clienti mirati su opere del loro magazzino. Stanno inoltre preparando la doppia personale di Donata Lazzarini e Bruno Muzzolini che verrà presumibilmente inaugurata a settembre.

STUDIO LA CITTÀ ha riaperto i battenti il 19 di maggio permettendo al pubblico di visitare le mostre Vetro e Aleph, personale di Massimiliano Gatti. Hanno programmato inoltre delle visite guidate con prenotazione obbligatoria il venerdì e il sabato.

Installation view – VETRO Costas Varotsos e Roberto Pugliese

Per chi non se la sentisse di andare fisicamente in galleria, la mostra Vetro è comunque visitabile virtualmente con la voce guida di Hélène de Franchis, a questo link:  http://studiolacitta.it/mostra-in-corso/

LA GALLERIA LA GIARINA torna con prudenza alla normalità dando la possibilità di vedere su appuntamento la mostra presente in galleria, Non c’è più orizzonte, a cura di Luigi Meneghelli, con gli artisti Abbas Kiarostami, Andrea Bianconi, Alex Pinna, Ehsan Shayegh e musiche di Moein Fathi (è stata prorogata fino al 2 settembre).

La Giarina è una galleria molto attiva sui social, e per questo vi consigliamo di seguirla e vedere i video di backstage con i protagonisti della mostra che si raccontano o ragionano sul significato dei loro lavori.

ANDREA BIANCONI – SPEDIZIONE CIMA CAREGA, performance prevista per il 5 luglio 2020. L’artista è presente con un suo progetto nella mostra “non c’è più orizzonte”, a
cura di Luigi Meneghelli, presso La Giarina Arte Contemporanea di Verona, fino al 2 settembre 2020.

L’attività di FONDERIA 20.9 è al momento in stand-by anche se la voglia di ripartire è tanta. Purtroppo sono molti i progetti saltati: una mostra a New York, un festival di Fotografia Europea, un evento a Montpellier dove erano stati invitati come lettori. Inoltre, La residenza di SÅM, prevista nel mese di maggio, per il Film Festival della Lessinia di cui da diversi anni Fonderia si occupa,  è stata posticipata al 2021.

Francesco Biasi, presidente dello spazio culturale ci racconta: “Siamo convinti che, al di là delle produzioni spontanee e comprensibili di questo periodo, ci sia la necessità da parte di tutti, artisti e curatori, ma anche fruitori in generale, di riflettere a fondo su come  la fotografia e l’arte debbano relazionarsi con questa nuova situazione. 

Sarebbe bello che la produzione che uscirà come risultato di tutto questo, sia in questi mesi e anni, qualcosa di utile non solo a comprendere ma anche a ricordare come siamo arrivati qui. Sarebbe bello che la fotografia – e l’arte – ci aiutassero a non commettere gli stessi errori, con quella capacità propria della sensibilità artistica di toccare la nostra vita a 360 gradi.”

Ha riaperto a SPAZIO CORDIS, EURAMIS, la mostra personale di Giulio Squillacciotti, artista, regista e ricercatore il cui lavoro si basa sull’indagine di narrative possibili, che includono la sofisticazione di eventi reali di matrice storico-antropologica, la rielaborazione degli apici culturali e la maniera in cui le tradizioni assumono nuove forme cambiando contesto.

Il 21 luglio alle 18.30 segnatevi un appuntamento imperdibile: Valeria Marchi introduce e media un talk di chiusura della mostra con vari ospiti speciali.

Spazio Cordis ha dunque ripreso la sua attività e così anche la sua progettazione: vi anticipiamo che tra ottobre e dicembre ci sarà Ornaghi & Prestinari e Simona Andrioletti.

PALAZZO MAFFEI, il nuovo museo di Verona, nato dall’esposizione della Collezione Carlon, era stato inaugurato pochissime settimane prima del lock down ed è attualmente ancora chiuso. Con molta probabilità verrà riaperto a settembre e siamo sicuri che questo periodo di chiusura ha permesso di attuare novità e  nuove interpretazioni che potremmo vedere alla riapertura.

SANTAMARTA – CONTEMPORANEI CONTEMPORANEE – la Collezione di Giorgio Fasol al Polo Universitario di Santa Marta non è ancora visitabile, è tutto in stand-by vista la chiusura dell’Ateneo. Rimane attivo il “Gruppo dei contemporanei” ossia gli studenti che si occupano di tenere attiva la mostra, ma di fatto non è possibile riprendere con le visite guidate. Vi segnaliamo però la recentissima apertura di “Contemporanea”, una piattaforma transdisciplinare legata alla mostra, dove alcuni docenti hanno realizzato degli approfondimenti.

La GALLERIA D’ARTE MODERNA ha riaperto il 27 giugno con una nuova mostra La mano che crea. La galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919) scultore, collezionista e mecenate”. Questa mostra offre uno studio dedicato all’artista e al tema del mecenatismo che ha portato alla nascita delle collezioni civiche della Galleria d’Arte Moderna. Ugo Zannoni è uno dei maggiori scultori dell’Ottocento veronese che tra il 1905 e il 1918, donò ai Musei Civici veronesi la sua cospicua collezione di opere d’arte, contribuendo così a gettare le basi per la costituzione di una Galleria d’Arte Moderna a Verona. ll punto di avvio del progetto, curato dal direttore dei Musei Civici Francesca Rossi – affiancata da un comitato scientifico composto da Maddalena Basso, Camilla Bertoni, Elena Casotto, Tiziana Franco, Sergio Marinelli, Patrizia Nuzzo e Pietro Trincanato – ha coinvolto gli studenti dell’Università di Verona, del Dipartimento Culture e Civiltà e dell’Accademia di Belle Arti di Verona, con una modalità di approccio partecipativo, collaborando con lo staff nelle attività di cura delle collezioni, partecipando a laboratori di alta formazione per la produzione artistica e la professione museale e alle metodologie di gestione del patrimonio culturale (catalogazione, restauro, mediazione culturale).

BRIDGE FILM FESTIVAL, da un’idea di​ ​Diplom Art​ e in collaborazione con Canoa Club Verona, non smette di sognare e a sorpresa si conferma la settima edizione con tre giorni di proiezioni da tutto il mondo, con documentari, cortometraggi, film d’artista sperimentali presso l’Antica dogana di FIUME quartiere filippini. Un’edizione di resilienza e resistenza.

“Il tema di quest’anno –  ci racconta Ginevra Gadioli – è la Generazione Z; i cosiddetti Homeland sono i successori dei Millenials, figli del primo millennio, nati dopo il 1997 e primi “Nativi digitali”. Sono cresciuti tra smartphone, Tablet e schermi al plasma che hanno approcciato spontaneamente senza doverne leggere le istruzioni; una generazione destinata a rimanere a casa, senza più la voglia di partire e andare in giro per il mondo perché nati in un mondo già globalizzato che non ha orizzonti né confini che li possa ostacolare, né barriere di connessione? I loro guru sono gli influencers e gli youtubers, intrecciano relazioni e si documentano nuotando nell’immensità della rete che per loro è più rassicurante e protettiva di una realtà che potrebbe portare delusioni emotive e psicologiche. In questa settima edizione del Bridge Film Festival 2020 ci piacerebbe conoscerli meglio e capire se sono veramente così come si descrivono; sulle rive del fiume Adige vogliamo osservare e connetterci con il loro che è anche il nostro mondo.”

Il programma completo, gli eventi collaterali, la giuria di selezione e tutto quello che c’è da sapere per fruire delle proiezioni in sicurezza e serenità cliccate qui.

Verona insomma non ha bisogno di nuove realtà; di realtà che sono ripartite e che stanno capendo come farlo nel migliore dei modi, come avete visto, ce ne sono parecchie. Quello che manca è forse quell’unità, quella collaborazione, quella solidarietà che altre città, come ad esempio Bologna,  aveva già provvidenzialmente  capito durante i mesi di sospensione. Forse nella nostra città non è ancora maturata quella “visione comune” delle realtà che hanno a che fare con l’arte contemporanea. Ci troviamo di fronte ad un puzzle scomposto, ad una frammentazione che deve essere unita. Ma noi giovani, cittadini, veronesi possiamo comporre una nuova abitudine: andiamo in queste realtà, viviamole, visitiamo le mostre che con molte difficoltà riaprono, apprezziamo la fortuna di poter vedere ciò che ha riaperto e aspettiamo con entusiasmo ciò che deve ancora riaprire. Nelle gallerie, negli spazi culturali, nei musei non affollati da turisti quest’estate non troverete tantissima gente. Cogliamo questa occasione per cominciare ad approcciarci a queste realtà con distanze fisiche e mascherine ma senza barriere e distanze mentali, cominciamo a viverci questi luoghi come posti sicuri da esplorare.

 

Giulia Costa e Silvia Concari

 

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