Ci sono persone.

Ci sono persone che conosci da 8 anni ma che solo all’ ottavo anno ti si rivelano e illuminano. In contesti completamente differenti, con pettinature e lavori completamente nuovi ma una sintonia che sembra provenire da molto lontano.

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Ci sono momenti e luoghi.

E ci sono momenti e luoghi in cui non sai spiegare bene cosa sta succedendo ma senti, percepisci e respiri un’aria che frizza da sé. Capisci che qualcosa di nuovo, di bello e di grande sta succedendo. Che sei partecipe di un momento importante. È l’aria del cambiamento, contro lo spreco del cibo, della cucina basata su materie prime che hai attorno a te, della varietà e delle imperfezioni come patrimonio da tutelare, dell’autoctono che si inserisce armonicamente nell’internazionale, del non sovra-esibire.

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Questo è stato il weekend scorso.
O meglio, l’ultimo anno. Da quando, dopo 8 anni, abbiamo ritrovato Lucia. Che poi ci ha presentato Marco, che avremmo dovuto conoscere da una vita. Il momento giusto, però, non arriva a caso. Quando arriva è il momento giusto.

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Domenica siamo stati a pranzo alla Ferraretta Bianca. Abbiamo scoperto un posto che è una speranza per il futuro: grazie a Giulia, Angelo e prole. Non è possibile spiegarlo a parole, ma abbiamo il culo immane che la Ferraretta Bianca è a 40 minuti da Verona. Andate a vederla, spendeteci del tempo, fatevi guidare, andate a parlarci. Una vecchia casa, agricola, lessinica. Restaurata e ampliata sfruttando tutto quello che la natura e la sapienza umana sanno e hanno saputo creare: calce viva, muri di paglia, tronchi di castagno etc etc.

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Una casa che è all’inizio della verdissima Val Tramigna ma che è in realtà un crocevia internazionale:

  • Per i woofer da tutto il mondo che lì stanno giorni che poi diventano mesi.
  • Per le erbe spontanee che crescono lì attorno, a metri 0, da cui estrarre oli essenziali, acque aromatiche, preparare marmellate, produrre saponi, essiccare foglie per aromatizzare i sapori etc etc etichettate La Ferraretta Bianca.
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  • Per Mattia che qua trovò, non solo prati per il gregge, ma anche un tetto. Ora il tetto ce l’ha, sempre lì in Val Tramigna, e con Sofia ha anche un bel gregge di pecore brogne che porta in giro ogni giorno: La Pecora nel Bosco.
  • Idem per Nicola, ragazzo di 24-25 anni che Domenica al tramonto stava tagliando l’erba per impiantare le reti che proteggono i suoi ovini e che poi al buio avrebbe portato nei campi vicino alla Ferraretta da Mezzane.
  • Per i vini naturali e anticonformisti di un ex-ragioniere che sono il pretesto per stare con la gente, per lavorare con le persone, per vivere e far vivere meglio gli amici che gli gravitano attorno. Per Cristiano di Terre di Pietra.
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  • Per Chiara, sopraffina chef di quella meraviglia assoluta che è Venissa.
  • Per Hakim, giovane maestro della fermentazione, Camilla e Leonardo.
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  • Per Enrico e tutta la sua crew, guru dei vini di Røst.
  • Per Ludo e Ale, sopraffini videomakers di Orangofilms con il tarlo del cibo e dei vini fatti come si deve.
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  • Per Aurora de Le Polveri, incredibile micro panificio di Milano.
  • Per Gianni che consiglia i caffè ai bar di mezza Milano con Mezzatazza.
  • Per Carlo Alberto della Macelleria punto di riferimento di tutta Verona.
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  • Per Jack di quel capolavoro che è Buns.
  • Per Elena di quella chicca che è Ratafià.
  • Per chi sceglie di partecipare al cambiamento.
  • Per tutti.
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Per chi crede e ha creduto in meravigliose persone come Lucia e Marco. Tra Verona e Milano dove lavorano e hanno lavorato e dove hanno spazio per la loro idea di un nuovo modo di fare ristorazione. Sono stati loro a pensare tutto questo, che hanno pensato di far confluire persone che surfano sulle stesse lunghezze d’onda, che hanno pensato di nutrirci portandoci facendoci scoprire la Ferraretta bianca e tutto il resto.

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Sono Lucia Gaspari e Marco Marini. Nomi e cognomi.

 

P.S. Per Mother Tongue che comunque c’entra sempre.

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Ciao Zio!
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