Sono tra i Luoghi di Culto, punto C e W.
Chi si cela dietro questi codici alieni?
La Casa delle Fade e la Stalla e la Giassara del Modesto.

Perché ve ne parliamo? Perché sono 2 dei luoghi più incredibili della Lessinia; non sono solo inseriti in un meraviglioso contesto naturalistico ma sono incredibili esempi di sapienza umana.

Il primo lo trovi e lo vedi da Contrada Squaranto e dalle contrade successive: Guaina, Campari… Siamo nel Vajo omonimo, quello che inizia da Pigozzo (Montorio) e prosegue sempre più a nord fino a San Giorgio. Percorrendo la strada principale da sud verso nord, sulla parete a sinistra, mimetizzata nella roccia, troverete questa opera architettonica veramente folle. Alza gli occhi e appesa alla parete (“tacada via” come si direbbe dalle nostre parti) appare una micro-casetta in pietra. Non sappiamo chi, come e perché sia stata eretta proprio in quel punto ma rimane il fatto che sia una costruzione assolutamente sorprendente. Pensate che è sconsigliato raggiungerla anche solo a piedi! Immaginare che l’abbiano costruita qualche secolo fa, ci lascia veramente di sasso… miracolo!

Siamo poi andati oltre, verso Roverè. Abbiamo deviato a sinistra dopo contrada Scardon e subito dopo a destra in un bellissimo sentiero verso l’ancora viva e frizzante Contrada Erbisti: qua paesaggi meravigliosi, con i prati appena tagliati, valorizzano le morbide forme della Lessinia. Arrivati alla strada principale, quella che da Roverè porta a San Francesco, cogliamo l’occasione per un’altra tappa obbligata: la stalla e la giassara del Modesto.

Breve deviazione a sinistra, poi subito a destra e ci incamminiamo su un tratto di sentiero che porta ad un altro bivio. Nuova deviazione a destra è inizia un altro camminamento che è già capolavoro. È un attimo che la testa voli e ci faccia immaginare che il Modesto sia in realtà persona di cultura e gusto eccelsi: non lo conosciamo, non ne sappiamo la storia ma qualcuno che sceglie una location così magica per realizzare una stradina, una stalla, una giassara e i rispettivi muri di contenimento con così tanto ingenio e senso estetico dev’essere per forza uomo di gusto superiore. Ve lo assicuriamo: posto magico.

La stalla è un caso unico di architettura Cimbra: mega lastre di pietra incrociate come le baite di legno del sudtirol. Incredibile, quanto l’escamotage adottato per sostenere la trave della tettoia laterale: una piccola mensola che sborda quel tanto che basta per appoggiare un ramo dalla forma a fionda nel quale è a sua volta appoggiata la trave che sostiene la copertura. Geniooooooo!

E la Giassara? Bellissima, pelle d’oca. Muri curvi, tettoie con incastri impossibili… andate a vederla e andate oltre. Lì, dietro la stalla c’è la giassara e dietro la giassara c’è la possa: girateci attorno e guardate anche i muri di contenimento che sono stati eretti da questi maestri! E poi le stradine da qui partono con passaggi di infinita eleganza tra un muretto e l’altro. E poi la piccola contradina, dove forse il Modesto aveva scelto di vivere, tra prati sulla sommità di questo piccolo avvallamento da cui vedi tutto e boschi di faggi secolari. Pura Poesia, w il Modesto.

Dopo questo bagno di esaltazione collettiva siamo ripartiti, direzione San Francesco e Valdiporro dove i Leso ci hanno coccolato con un pranzetto da sogno nella fantastica piazza di cui sono gli ufficiali gestori.

Giornata leggendaria, consigliatissima. I posti di cui vi abbiamo parlato sono tutti raggiungibili con l’infernale automobile (per la stalla del Modesto puoi lasciare la macchina lungo la strada e proseguire a piedi per i 200m di sentiero che rimangono); oppure in bici, sapendo che le “pontare” non mancano ma almeno le vie di questa zona non sono così trafficate e i paesaggi sono pazzeschi, oppure a piedi. Sia da Contrada Squaranto che in zona “Modesto”ci sono diversi sentieri anche ben segnalati che vi consentono di passeggiare in queste 2 splendide part di Lessinia.

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