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Maggio, 2019

23Mag16:3023:30"NOVECENTO" DI BERNARDO BERTOLUCCIIl capolavoro di Bertolucci, restaurato dalla Cineteca di Bologna, torna al suo splendore originale nella fotografia di Vittorio Storaro16:30 - 23:30 Kappadue

Dettagli evento

Ingresso riservato agli iscritti del Circolo del Cinema: le iscrizioni sono sempre aperte, a quota ridotta (scopri di più http://www.circolodelcinema.it/come-associarsi/)

Novecento, di Bernardo Bertolucci
(Italia, Francia, Germania Ovest, 1976 – 5h 16min – Primo atto (16.30): 2h52min – Secondo atto (21.00): 2h34min)
Orari: 16.30 – 21.00 – Cinema Kappadue

Il Primo atto sarà proiettato alle 16.30 e il secondo atto alle 21.00. Tra le due proiezioni sarà disponibile un truck food fuori dal Cinema Kappadue. Il Circolo mette a disposizione degli inviti per la serata finale della 72esima stagione, che potranno essere ritirati presso la sede del Circolo, in Via della Valverde, 32, entro le ore 12.30 del 23 maggio.

Ecco una delle idee di base di Novecento: film sulla cultura popolare, secondo Gramsci, e nel senso di Pasolini. […] Com’è fatto? C’è una divisione segreta in quattro stagioni. La grande estate dell’infanzia e dell’adolescenza ai primi del secolo, coi primi rapporti tra il figlio del contadino e il figlio del padrone, in un’aura ancora ottocentesca, poetica, lirica. Molta campagna. Molta Emilia. Molto Verdi. Verdi che aveva sempre dei punti di riferimento nella campagna intorno alla sua casa. Comincia con uno che corre attraverso i campi gridando appunto: “È morto Verdi!”. Sono i funerali dell’Ottocento, i personaggi del dopo-Verdi si vedono già come dei sopravvissuti… Poi l’autunno che precede il fascismo; e il lungo inverno fascista durato vent’anni: soprattutto psicologico, perché il fascismo pretende psicologia. Finalmente, il 25 aprile, la primavera, quando si materializza l’utopia contadina, i contadini della Bassa padana credono d’aver fatto la rivoluzione, e forse l’hanno fatta davvero, anche se finiranno per lasciarsi convincere a restituire le armi. Allora, non tanto una liberazione dal nazifascismo: piuttosto, uno sbocco della lotta di classe, con un processo di tipo involontariamente “cinese” al padrone, da parte di un mondo popolare emiliano dove il marxismo sarà arrivato chissà in quali forme, innestandosi su una tradizione che non butta via niente della propria identità contadina. Dunque, descrivere fino in fondo la giornata di un contadino parrà limitativo solo se si parte da un punto di vista limitato, e non già da un interrogativo serio: parlare della Bassa padana a fondo. E da una verifica: se parlando di un microcosmo, si può alludere a tutto ciò che sta intorno. Di qui la domanda decisiva: sarò riuscito a fare un film davvero popolare che somigli a tutto ciò che somiglia a me? Nella prima parte, credevo inevitabile “dover” guardare il passato attraverso filtri nostalgici, proustiani… E invece, poco da fare: è venuta fuori subito, con un brivido, questa dialettica fra contadini e padroni. Cioè, ancora, il mondo delle idee. E dopo, si può amare Proust ancora di più.

Ingresso con tessera del Circolo del Cinema: iscriviti! info@circolodelcinema.it

Orario

(Giovedì) 16:30 - 23:30

Luogo

Kappadue

Via Antonio Rosmini 1, Verona

Organizzatore

Circolo del Cinemainfo@circolodelcinema.it 0458006778 Via della Valverde 32 37122 Verona VR

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