fbpx

Te li sei persi?

Te li illustriamo noi! (articolo scrollabile)

Non temere, i Salmoni ci sono andati anche per te. E grazie alle foto che hanno fatto ti verrà la voglia di segnarti le date del prossimo anno, cioè dal 16/10 al 18/10 2020.

Il gruppo di Salmoni visitatori quest’anno aveva un ospite d’eccezione, un precursore dell’essere controcorrente, il Salmone Friedrich.

Friedrich (di seguito Freddy) ha una teoria tutta sua dell’arte: secondo lui si divide in quella che nasce dalla bellezza, dall’armonia e quella che nasce dall’eccesso, dall’ebbrezza e dagli istinti. La prima forma d’arte è legata alla scultura, la seconda alla musica.
Così all’inizio del nostro viaggio nell’arte del dopoguerra/contemporanea e di giovani e audaci proposte ci ha fatto la pappardella che Artverona sarà fermo, statico ma armonioso: “cioè compie 15 anni, ormai è adulto, è riconosciuto a livello internazionale e non ci saranno sbavature, te lo dico io”.
Al contrario, il Path Festival (organizzato alle Gallerie Mercatali per festeggiare il compleanno della fiera) sarà ebbro, movimentato, ricco di musica e contatto umano. A dimostrare tutto questo, dice, ci sarà anche una imponente installazione artistica di Norma Jeane (produzione Contemporary Locus), il cui nucleo è l’eccesso, la mancanza di armonia in un Luna-Park fuori controllo.

ARTVERONA15
#BACKTOITALY
11-13.10.2019

Freddy non ci ha visto male per ArtVerona15:

Però forse non si aspettava altre opere tipo queste:

(il pizzetto non lo abbiamo aggiunto noi!)

L’apice della cultura pop molto decadente poi si ha con Laurina Paperina, che potrà risvegliare in voi la malinconia dei personaggi amati da bambini, per farvi poi ripiombare nell’arte contemperanea in maniera un po’ apocalittica (il titolo dell’articolo rende omaggio a un’opera di Laurina).

ArtVerona15 col suo spirito non solo apollineo ha una vocazione relazionale e territoriale, ospitando 150 gallerie selezionate.
Le gallerie sono – per quanto abbiamo visto – principalmente italiane, con qualche chicca europea (quest’anno hanno dedicato un focus alla Repubblica Ceca) e americana.

Menzione speciale per Donald Martiny (artista americano a cui è stato commissionato anche un lavoro al One World Trade Center) che ci ha ospitati per una breve chiaccherata presso l’Atelier Creativo Baol:

E con l’America non finisce qui! Infatti, come anticipato, la sera ci siamo spostati al 15esimo di Artverona nell’ex Mercato Ortofrutticolo di Verona.

PATHFESTIVAL X ARTVERONA15
NORMA JEANE / LOONY PARK
@GALLERIE MERCATALI

Si parlava dell’America: in senso doppio.
Avete presente i film americani adolescenziali dove c’è il ragazzetto di turno che vuole fare colpo su una ragazza al Luna Park vincendo un peluche negli stand del tiro a bersaglio?
Ecco, l’ambientazione era quella: il Loony Park – installazionesite specifica di Norma Jeane.
Io non lo sapevo, ma forse a qualcuno di voi il nome Norma Jeane dice qualcosa… Infatti l* nostr* artist* Norma Jeane prende il nome da un’icona americana: Norma Jeane Baker – in arte Marilyn Monroe.
Volete sapere perché ha scelto questo nome?
E perchè non è presente un ritratto dell’artista??
Leggetevi la bio per capirlo: http://www.normajeane-contemporary.com/index.php/bio/

Foto mancante

Norma Jeane non si vede, ma si vede ciò che ha creato:

Il tiro a bersaglio non c’era (avrei voluto vincere un piccolo Thor di peluche per Freddy), ma erano presenti delle esperienze che si vivono solo a eventi come questi:
– cotton candy free (perchè in inglese suona meglio): fatti al momento e lanciati a terra. Ogni tanto partiva la sfida a chi li prendeva al volo e la nostra SalMona d’azione Ale non poteva che vincere;
– il sottosopra una montagna di sapone illuminato di rosso e di blu;
– pop corn free lanciati a terra: potevi mangiarli o potevi tuffartici dentro;
– lettura della mano da parte di una gypsy meccanica;
– giostra/montagna russa Number One per digerire bene i drink che di lì a poco ci avrebbero fatto entrare nello spirito dionisiaco che Friedrich aspettava con ansia…

C’erano pure altre piccole installazioni disseminate nella Galleria Mercatale, ma la line-up internazionale dei Dj ci ha inghiottito e non siamo riusciti a vederle tutte: non siamo riusciti a documentare nemmeno “Automa” performance di Camilla Monga, Federica Furlani, Giacomo Ceschi (evento del sabato dalle 23 alle 23:45).
Per Friederich era giusto così, dopo la seconda birra mi ha detto: bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante. Contento lui…

E qui si conclude l’evento: se non c’eravate, (speriamo) di essere riusciti a farvelo vivere un po’ qui…

La terza parte dell’articolo invece finisce senza Friedrich; in un giardino, dove la mostra/evento “To Be Played” per fortuna è ancora visitabile ed è sempre collegata con ArtVerona15.

TO BE PLAYED
@GIARDINO GIUSTI
11/10-22/11 2019

Un progetto di Giardino Giusti 
e Urbs Picta
a cura di Jessica Bianchera e Marta Ferretti

Come detto poco fa la mostra è ancora aperta: dal 11 ottobre al 22 novembre negli orari 10:00 – 19:00.
A differenza di ArtVerona15 e Path Festival, che sono conclusi, in questo articolo ci saranno meno immagini, così da non farvi vedere qualcosa che avete ancora la possibilità di gustare coi vostri occhi.
Questa mostra curata da Urbs Picta espone video, immagini in movimento e videoinstallazioni degli artisti della “generazione ‘80” quando non c’era il digitale, le tv non erano piatte e fruire di video e musica mettendosi la mano in tasca e toccando uno schermino (smartphone) non era nella testa neanche di Steve Jobs.
Dico questo perché mi ha colpito molto vedere tv a tubo catodico nel finire degli anni 10 del 2000.
Hanno tagliato i fondi a Giardino Giusti, Urbs Picta e all’Archivio Video milanese di CareOf?
Per fortuna no, hanno fatto una scelta che colpisce.
E per restare sul tema indietro nel tempo ce ne sono altri due:

  • il ritorno al gusto pre-industriale e rinascimentale del Giardino Giusti (che -momento #pieroangela-appartiene alla famiglia Giusti dalla fine del 1300, inizialmente con uno scopo produttivo. Quest’anno il Giardino è stato pure finalista al concorso “Parco più bello d’Italia” conclusosi da poco.). 
  • un assaggio dell’800-900 grazie all’Appartamento ‘900: grazie a questo palazzo possiamo entrare in quella che è stata la residenza effettiva della famiglia Giusti fino al 1944. Ogni stanza è una scoperta e arredata con una specie arborea diversa. Nella sala da pranzo alle pareti ci sono degli affreschi che ritraggono la nostra Verona ispirata a incisioni dell’800.

Quindi perché visitare la mostra “TO BE PLAYED”?

Ci sono almeno 3 ragioni:

  • per un certo gusto cinefilo nello riscoprire i video/le immagini in movimento indagando sulle possibilità espressive e narrative del filmato in varie sue declinazioni (cinema, documentario, finzione). Mettete le cuffie, parlate con le guide della mostra sempre gentili e preparate e vedrete che la qualità creativa delle vostre instastories ringrazierà;
  • per scoprire uno dei parchi più belli e sottovalutati di Verona e d’Italia;
  • per sentire di risiedere per qualche ora in un palazzo signorile con uno stile incredibile.

La maggior parte dei visitatori durante la visita erano turisti stranieri. Se non siete mai stati in questo sito di Veronetta – non perdete occasione di scoprirlo!

A seguire uno degli affreschi della stanza da pranzo (Verona+Ponte Pietra+gondola), una vista del Giardino Giusti che conduce a una riproduzione di una grotta illuminata di verde ospitata dalla mostra e unodei signori panorami che vi offrirà l’entrata alla mostra (o meglio, una volta che sarete arrivati in cima alla torre con scala a chiocciola e vicino alle grotte ornamentali) .

(Foto di Manola Udali e Danny Antolini; testo e grafiche di Danny Antolini)

Write a response … Close responses

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also like
X